“VALORIZZARE I PADULI: “SI”! SNATURARLI: “NO”!

Nell’ importante convegno tenutosi a SUPERSANO il 21.12.2011 sulla difesa del nostro “PARCO DEI PADULI – FORESTA BELVEDERE” ho visto proiettare delle foto-immagini, renderizzate credo, relative a iniziali “proposte” di istallazioni di cosiddetta “rigenerazione urbana”, termine che già lascia perplessi per un’ area naturale-rurale, assolutamente invasive, anacronistiche e di niuno rispetto per il sacro “Genius loci”, lo spirito che si respira nei Paduli … archi in metallo stile “star trek” o “star wars” , uno “stargate” per indicare gli accessi ai sentieri dei Paduli dalle città, e altre postazioni sparse nei Paduli di forme assurde e materiali i più improbabili per fornire informazioni multimediali, ecc. …
Praticamente istallazioni che se davvero fossero malauguratamente istallate, così come presentate in quelle immagini, nei Paduli, sarebbero elementi di fortissimo inquinamento estetico, e la materializzazione della negazione di ogni principio di buona pratica estetica e di paesaggio, nonché la totale negazione di tutti i buoni principi di progettazione paesaggistica e di integrazione-mitigazione nel paesaggio proposti proprio nello stesso PPTR, il nuovo virtuoso e osannato Piano Paesaggistico Territoriale Regionale della Puglia in cui si riconosce il “Parco dei Paduli” nell’area del “Bosco Belvedere”!

Invito pertanto tutti coloro che amano i Paduli, anche alla luce della filosofia di questo Parco che deve partire dal basso, dunque dall’Amore di tutti coloro che amano davvero i Paduli, a chiedere con forza alla Regione Puglia finanziatrice degli interventi e ai vari progettisti e paesaggisti da essa coinvolti per il bene massimo della nostra terra, un rigoroso rispetto in tutti gli interventi, a partire da queste istallazioni, del Genius loci dei Paduli.
Un rispetto che implica da un lato l’ uso dei materiali dei Paduli e del Salento tutto, il legno e/o la pietra, e non assolutamente il metallo, o la plastica (preludio di ruggine e rapida usura), né il cemento, né vetro, né reti metalliche o altro asfalto; dall’altro il rispetto degli stili storici stratificati nei millenni, come l’architettura in pietre informi a secco, lo stile neoclassico, quello dei giardini liberty, lo stile megalitico, oggi nelle forme del neomegalitismo dei menhir informi e dei dolmen e triliti con enormi massi dalle forme rigorosamente informi e naturali di forte carica suggestiva ed evocativa, che vengono talvolta innalzati nei giardini privati, ecc. ecc.

Così nell’eventualità che delle parti delle istallazioni indispensabili previste dovessero non poter assolutamente rientrare nei materiali di rispetto dei luoghi quali legno e/o pietra, è indispensabile prevedere una loro copertura mitigazione con questi materiali, ad esempio delle piccole tholos-trulli in cui nascondere gli apparati elettronici-multimediali dove ad esempio porre lo schermo interattivo a livello della finestra della tholos in pietre a secco di copertura, muretti a secco; e ancora capanne in canna e materiale vegetale, legno, ecc. magari con base circolare o rettangolare in pietra a secco, come nelle antiche capanne salentine e dello stesso Belvedere scoperte e studiate dagli archeologi, ecc.
Così evitare assolutamente nei Paduli pali porta-lampade dalle forme hi-tech, ma prevedervi pali in legno e portalampade di stili artistici adeguati alla storia del luogo, magari anche in ferro battuto. Fermo restando che i Paduli non sono luoghi da illuminare nottetempo data la loro grande importanza per l’illuminazione del cielo a finalità astronomiche e non solo; anche perché i Paduli non sono un “parco giochi”, ma un luogo dove godere del rapporto con la natura, quella che già c’è e che lì tanto si può migliorare ed arricchire! Un luogo che per la sua in-contaminazione, proprio da improbabili installazioni hi-tech e infrastrutture moderne, è già oggi set di tanti film storici o comunque che richiedono scenografie incontaminate e naturali, di produzioni italiane e non!
Così assurdo immaginare di accedere ad un territorio che parla di storia, natura, foresta, selvaggio e civiltà contadina, attraversando improbabili archi cerchi a tre-quarti di plastica o metallo! L’ingresso ad un luogo è un’ esperienza sensoriale e di suggestione molto importante che in tal caso finirebbe per pregiudicare tutto il successivo rapporto con il contesto del parco!
Si opti per due stipiti ai lati di pietra con punta a piramidone, come tipico negli ingressi ai poderi dei Paduli, o per degli archi a breve galleria in traliccio per sostegno di bei pergolati fioriti di rampicanti, rose, edera, vite, glicine, ecc., poggianti su stipiti magari anche colonne monolitiche di pietra, come nell’ ingresso ad una sconfinata villa gentilizia sette-ottocentesca, ad un giardino segreto di delizie, quali sono stati i Paduli e la Foresta del Belvedere tenuta di nobili per secoli e secoli dal medioevo in poi, ecc. ecc.
Ma non assolutamente, per favore, quelle istallazioni proposte nel convegno che sanno di improbabile museo di arte post-moderna calata dall’alto a profanazione di un luogo benedetto quale quello dei nostri bellissimi Paduli!
Un luogo da riforestare e rinverdire sempre più con le antiche originarie essenze forestali e cultivar tradizionali, in nome dell’ antica Foresta del Belvedere, di cui ricostruirne in ogni dove scorci pittoreschi storico-naturali. Una nobile sua riforestazione oggi ancor più attuabile sulla base delle disponibilità in tal merito espresse dall’Assessore all’Agricoltura della Regione Puglia Dario Stefano intervenuto nel convegno, e delle richieste avanzate alla Provincia di Lecce e ai Comuni dei Paduli dal Prof. Archeologo Paul Arthur dell’ Università di Lecce che vuole iniziare a ripiantare proprio la Foresta del Belvedere, come da lui ribadito lo stesso giorno del convegno a Supersano, nell’evento che poco prima del convegno si è tenuto nel Castello ad inaugurazione proprio del Museo del Bosco Belvedere di cui è il massimo curatore scientifico!

Riporto qui una foto relativa ad un’istallazione semplice gradevolissima e suggestiva, fatta in un parco con l’uso della normale pietra a secco; la riporto come simbolica guida per la strada che deve ispirare tutti gli interventi, dai più piccoli eppure importantissimi, ai più consistenti nel Parco dei Paduli, a paradigma di uno stile di vivere e fare paesaggio virtuoso che deve contaminare tutto il Salento! E così riporto immagini di altri interventi gradevoli ad hoc di infrastrutturazione rispettosa del Genius loci, e non invasiva e da rigetto!

GRAZIE a tutti a partire dai sensibili tecnici più coinvolti pronti sempre a recepire le indicazioni che, da chi ama davvero il Parco dei Paduli, sempre e sempre di più provengono e proverranno! Per questo tutti dobbiamo divenire sentinelle e custodi, guide di tutela e miglioramento vero e rispettoso di questo nostro Parco, che è per noi, e per il nostro benessere e per quello dei salentini di domani, prima che per qualunque turista! Un parco per i salentini innanzitutto dove ritrovare le loro radici e rigenerare anima e corpo nella Natura più pura ed incontaminata!

Il conseguente arrivo dei turisti nella nostra terra è soltanto una controindicazione del nostro amore e rispetto per essa; una controindicazione se sapientemente gestita comunque gradevole! Ma in primis ripeto il Salento va difeso per i Salentini di oggi, per onore ai Salentini di ieri, per amore dei Salentini di domani!

a cura di

  • Oreste Caroppo